La Chiesa della Purissima

La Chiesa della Purissima a Cagliari

interno chiesa della purissima
Interno Chiesa della Purissima

La chiesa della Purissima, intitolata alla Beata Vergine Maria si trova in via Lamarmora, a pochi passi da piazza Indipendenza.
Venne costruita, in stile gotico, a partire dal 1554, per volere della nobildonna Gerolama Rams Dessena, che si era dedicata alla vita monastica.

L’ingresso è sulla strada chiuso da un cancello in ferro battuto aggiunto durante i restauri avvenuto tra il 1903 ed il 1904; oltre il cancello un piccolo atrio, voltato a botte, sul quale si apre il portale di ingresso, architravato e con lunetta ogivale sulla quale insiste un arco a sesto acuto poggiante su capitelli traforati.
Al di sopra lo stemma nobiliare della famiglia Brondo.

L’interno, invece, particolare e suggestivo, risulta costituito da una navata unica suddivisa da un arco a sesto acuto in due campate voltate a crociera con gemma pendula al centro in due campate, voltate a semplice crociera gotica. Raccordato mediante un arco a sesto acuto, il presbiterio, di dimensioni ridotte rispetto all’aula, presenta una bella volta stellare, con nervature e gemme pendule e peducci istoriati.
Analoga copertura a volta stellare presentano le sei cappelle che si aprono su entrambi i lati in corrispondenza delle prime due campate.

Altare chiesa della Purissima
Altare Chiesa della Purissima

Tra le opere d’arte presenti all’interno dell’edificio sacro – riaperto dopo un restauro seguito dall’ufficio Beni culturali del Comune di Cagliari nel maggio 2012- meritano menzione il crocifisso ligneo a grandezza naturale, del XVI secolo, il fastoso Altare Maggiore ligneo, in stile barocco, dell’inizio del XVIII secolo; il polittico raffigurante i santi Cosma e Damiano, attribuito al pittore sardo Antioco Casula e la tavola dipinta da Lorenzo Cavaro, raffigurante san Girolamo, opere pittoriche del XVI secolo ed il pulpito, in marmi policromi e l’organo, con la cassa in legno decorata da fregi dorati, costruito dal maestro napoletano Carlo Mancini nel 1758.