Stagno Santa Gilla

lo stagno di Cagliari, considerato per estensione e per rilevanza della biodiversità una delle più importanti aree umide d’Europa.
Più che uno stagno è una vera e propria laguna, caratterizzata da una topografia alquanto eterogena.
Vi si possono, infatti, riconoscere 5 aree principali:

  1. La laguna di Santa Gilla: a est, grazie al canale della Scafa è in comunicazione diretta con il golfo attraverso.

2 Zona delle foci. A nord. È qui che sfociano il Flumini Mannu e il Cixerri e altri canali di bonifica.

3 Zona delle Saline. È il tratto centro-meridionale dello stagno. Vi si notano saline e vasche di evaporazione, che si estendono fino al litorale.

4 Stagno di Capoterra. È il tratto più meridionale e occidentale ed è separato dalla zona delle Saline da un lembo di terraferma di riporto; è alimentato dal cono di deiezione del Rio Santa Lucia, che raccoglie le acque del versante orientale dei Monti del Sulcis.

5 Sa Illetta. In origine, questo tratto di terraferma, apparteneva all’isola di San Simone; poi è stata collegata alla località di Macchiareddu.

I fondali dello stadio sono piuttosto bassi: la massima profondità rilevata è di 2,5 metri, mentre la salinità è varia (i valori, comunque, tendono ad essere più alti nella parte meridionale).

Dal punto di vista paesaggistico, la vegetazione dello stagno di Cagliari, non è particolarmente interessante, anche se bisogna sottolineare che assicura il mantenimento della biodiversità (i prodotti di diverse specie vegetali rappresentano, infatti, il principale nutrimento di numerosi uccelli locali).
Lo stagno di Santa Gilla è considerato una delle più importanti stazioni di sosta europee nelle migrazioni del Fenicottero rosa, ma l’elenco delle specie presenti è piuttosto lungo e comprende aironi, quaglie, allodole, usignoli e cornacchie.